E’ il perenne dilemma che tormenta puntuale chi sta progettando la propria vacanza.
Molti clienti lo traducono così: vado in agenzia e mi faccio spennare o faccio da me e risparmio? E se non sono loro a farlo ci pensa l’amico, parente, fidanzato o collega dì ufficio che una volta ha provato a prenotare da solo – magari gli è andata bene per la fortuna del principiante – e da allora si è autonominato “esperto del turismo fai-da-te”.
Già nel dilemma è nascosto un pregiudizio che avrai sicuramente notato: l’agenzia ti spenna mentre da solo risparmi.
E dove è scritto che sia così?
Ti spiego da dove nasce questo pregiudizio: dalle quote iscrizione (alias spese apertura pratica) che si vede addebitati nella prenotazione con agenzia. Ma cosa saranno mai queste spese?
Distinguiamo 3 casi:
primo caso) il pacchetto da te scelto è un viaggio organizzato, vuol dire che dietro c’è un tour operator che lo ha organizzato/creato/proposto. Un esempio: il viaggio weekend all’estero o settimana in mar rosso,crociere, soggiorni vari anche in Italia. In questo caso l’agenzia si prende una colpa che non ha. Perché ? Perché le spese apertura pratica non sono imposte dalla agenzia, ma dal tour operator, e sono obbligatorie altrimenti il tour operator non effettua il servizio. A che servono? Andiamo nel dettaglio: hai mai chiamato l’elettricista o l’idraulico per un intervento a casa tua, che ne so, cambiare una presa eletrica o installare un nuovo rubinetto? Ok. Quanto hai pagato? Una enormità mi dirai, meglio se provvedevi da solo (tanto per chi acquista qualcosa la spesa è sempre una enormità fosse anche 1 euro, non è così?).
Nel conto non hai mai notato una vocina del tipo “Costo Chiamata” o “Manodopera”? Eccola!
Quando richiedi ad altri un servizio che tu da solo non saresti mai in grado di offrirti ritieni giusto che questo qualcuno ti addebiti il servizio, vero? Ma chissà perché, se ti va bene pagare centinaia di euro di manodopera meccanici, colf, idraulici, falegnami, elettricisti etc, sei ritroso quando si tratta di pagare per il servizio turistico.
Le spese apertura pratica/quote iscrizione non sono altro che le spese da sostenere affinchè sia qualcun altro a organizzare il viaggio per te: quindi per il pacchetto in mar rosso abbiamo telefonate internazionali per l’hotel da prenotare, il transfer aeroporto/hotel e viceversa, la prenotazione per il volo, l’inoltro del pagamento ai singoli operatori (compagnia aerea, hotel, società che effettua il servizio trasferimento) con conseguenti commissioni bancarie anche internazionali, la preparazione dei documenti di viaggio e eventuale invio degli stessi al tuo domicilio o a quello dell’agenzia, eventuale richiesta del visto, per non parlare della conoscenza di eventuali lingue straniere qualora si stia parlando di viaggio all’estero, del tempo impiegato a fare tutte queste cose, oltre alla assunzione di tutti i rischi e al dover spesso riservare un assistente in loco che ascolti eventuali tue lamentele, o addirittura l’assistente all’aeroporto che ti aiuta in tutte le pratiche di check in.
Tutte queste attività, che altrimenti dovresti fare tu a spese tue, vengono svolte da questo “qualcuno” che pertanto, esattamente come fanno l’idraulico, il meccanico, l’elettricista etc, ti chiederà un contributo a forfait che nel dettaglio dei costi comparirà sotto la voce “Quote iscrizione ” o “Spese apertura pratica” o anche “Spese gestione pratica”. Senza questo servizio il viaggio non lo faresti e rimarresti a casa a guardare la tv.
E se ti fai male mentre sei in viaggio? Moltissime volte – ma non sempre – la spesa apertura pratica integra anche la stipula di una assicurazione medico bagaglio o annullamento che copra eventuali imprevisti tu possa avere.
Di queste spese apertura pratica sai quanto incassa l’agenzia? 0 euro. Infatti l’unico guadagno che avrà l’agenzia sarà una percentuale sul viaggio venduto.
secondo caso) Il pacchetto da te scelto non è organizzato da un tour operator ma è la tua agenzia che ti consiglia una determinata struttura che conosce. In questo caso sarà l’agenzia ad effettuare fisicamente la prenotazione per conto tuo presso la struttura facendosi carico del pagamento presso la stessa. Sarà l’agenzia a preparare i documenti di viaggio che presenterai in struttura all’arrivo e che attesteranno che sei il cliente che ha prenotato quel soggiorno e non altri. Avendo comunque impiegato risorse e tempo per prestarti questo servizio (telefonate alla struttura per sapere se c’è posto, magari ritelefonato perché tu ne hai dovuto parlare prima a casa, preparato i documenti e telefonato a te per avvisarti di venirli a prendere o addirittura spediti a casa tua a domicilio o via email), per tutto questo l’agenzia può benissimo aggiungerti la spesa prevista come sopra. Senza l’agenzia non avresti mai conosciuto l’esistenza della data struttura e saresti rimasto a casa o finito chissà dove.
Nel secondo caso potresti essere ancora più fortunato: se la tua agenzia decide di non addebitarti le spese apertura pratica avrai pagato la stessa cifra che avresti pagato prenotando da solo, ma risparmiando le telefonate e le ricerche che ha fatto l’agenzia al posto tuo.
Mi dirai: ma hai detto che l’agenzia guadagna una percentuale sul pacchetto venduto, quindi il guadagno lo ha lo stesso.
Anche qui bisogna fare una piccola distinzione: non è detto che questa percentuale ci sia sempre. In alcuni casi – prezzi ridotti all’osso o strutture che non vogliono collaborare o voli – la percentuale può essere 0% o qualcosa di ridicolo che non giustifica le spese sostenute per la prenotazione. Di conseguenza l’agenzia inserisce la spesa apertura pratica perché lei l’ha comunque sostenuta per il cliente.
Ultimo caso) Hai prenotato un volo (di linea o low cost per esempio): oggigiorno conosci bene le crisi delle compagnie aree – vedi Alitalia e Volareweb – non riescono a far fronte ai loro costi di gestione, figurati se queste danno pure la percentuale alle agenzie. Un sogno! Ma l’agenzia ha comunque dovuto eseguire la prenotazione per tuo conto sostenendo le spese e in alcuni casi devono anche dotarsi di stampante apposita per emetterti realmente i biglietti cartacei, e sai quella stampante costa un canone annuale che paga sempre l’agenzia, non tu, e quindi di nuovo deve addebitarti le spese apertura pratica, che in questo caso chiamano “fee agenzia”. Non ci sono regole predefinite, ogni agenzia definisce le sue fee a seconda del tipo di volo, distanza viaggio e altri particolari.
Per non parlare poi della consulenza: quante volte sei entrato in agenzia e chiesto consigli sul tipo di vacanza da fare, documenti necessari per viaggio estero, vaccinazioni e info varie? Tutto questo non figurerà nelle voci di spesa ma stai sicuro che la persona che ti ha prestato attenzione ha speso del tempo sottraendolo ad altri clienti, magari ha già dovuto fare delle telefonate per tuo conto per sapere se il dato pacchetto era disponibile ed altri ammennicoli: e se tu poi non prenoti le avrai sottratto tempo inutilmente, per non parlare degli eventuali costi telefonate per tuo conto. Ti assicuro che ci sono molti furbi che approfittano delle agenzie per reperire informazioni/consigli e andarsene poi a prenotare da soli autonominandosi “Esperto del turismo fai-da-te” (vedi a questo proposito l’articolo “Al lupo al lupo! Quando il cliente fa il furbo” e “La leggenda del Esperto turista fai-da-te”).
Quali sono i vantaggi del prenotare con agenzia? Consulenza, organizzazione del viaggio, risparmio delle spese di telefonate, tempo per cercarsi le informazioni sul come organizzare la precisa vacanza, per quanto incredibile hai un risparmio del costo dei singoli servizi se prenotati da soli (quanto pagheresti tu da solo un transfer dall’aeroporto di Sharm el Sheikh?). Inoltre hai la possibilità di stipulare a prezzi vantaggiosi una assicurazione che ti copra prima e durante la vacanza (pensi di andare sulla neve: e se ti rompi una gamba sciando?). Vantaggiosi, sì, perché le compagnie di assicurazioni avvantaggiano collaboratori come le agenzie, che ne possono stipulare parecchie, proponendo ai loro clienti dei costi nettamente inferiori.
Inoltre, come ti ho anticipato: se sei partito con tour operator e durante la vacanza hai un problema (l’hotel ha perso la tua prenotazione, dove dormirai? Oppure sciopero degli aerei: chi ti dice come comportarti? La tua stanza d’albergo è pessima, lo fai presente alla reception – dove ti fanno un sorriso di convenienza e ti salutano) a chi ti rivolgerai? Al famoso assistente in loco – se previsto - oppure al booking del tour operator, e se nemmeno loro ti ascoltano ti ricorderai della tua agenzia e chiederai il loro aiuto. Se al termine della vacanza vorrai fare reclamo la tua agenzia ti aiuterà a produrlo. E se la tua agenzia non ti dovesse ascoltare hai una legge che ti protegge, ben nominata in qualsiasi contratto di viaggio tu abbia firmato. Il concetto esposto è questo: il cliente che ha prenotato il viaggio ha diritto di usufruirne al meglio. Pertanto se l’hotel ha perso la tua prenotazione, è indecente o chissà cosa, il tour operator te ne propone un altro invece di lasciarti per strada. Altroché se c’è la possibilità di far valere i tuoi diritti.
Morale: maggiore protezione a fronte di una piccola spesa, talvolta anche nulla.